Intervista a Maurizio Rossi

Con la chiusura della stagione regolare CSI dell’ ASD Amici della Pallacanestro a Palestrina targata Vini D’ Offizi Lulli srl, cogliamo l’occasione per intervistare il coach-giocatore di una squadra che sta raccogliendo tante soddisfazioni sul campo, stiamo parlando di Maurizio Rossi, simbolo della passione smisurata per la palla a spicchi, passione che condivide con l’intera famiglia a partire dalla moglie Lorella (ex giocatrice) e i figli Gianmarco e Federico protagonisti attuali della Pallacanestro Palestrina.

Quattro anni di campionato amatoriale, quali impressioni ?
Bella esperienza, da giovani non ci si pensa, ma quando di va avanti con l’età,la possibilità di svolgere un’attività agonistica per un ex atleta è un momento che ricorda la gioventu’, con la stagione in corso sono stati quattro anni fantastici sia per l’attività sportiva che il rapporto umano con gli amici di tante battaglie sul campo.

La piu’ bella gara di sempre ?
La semifinale di ritorno del campionato UISP 2013/2014 con la Fox, dove ribaltammo il – 25 con una gara fantastica vinta col punteggio di 88 a 60.

Come ci si sente a allenare ex bravi giocatori ?
Facile, piu’ che allenare è un confronto a gestire le gare,sfruttando le esperienze di ciascuno do loro.

Per il campionato in corso ?
Tante speranze di riconfermarci campioni regionali , anche per l’arricchimento della rosa di nuovi vecchi amici, certamente la concorrenza è tanta,masiamo fiduciosi.

Sei anche socio dell’ASD..
Partecipo con la quota societaria con piacere, sia per le finalità sportiva che per le iniziative sociali/benefiche e colgo l’occasione per ringraziare Giovanni Fazzino per la passione a 360 gradi che ci mette.

I pro e i contro di sedere in panchina a 55 anni
Solo vantaggi legato alla passione per la pallacanestro.

Com’ è cambiato il basket negli ultimi 30 anni a Palestrina ?
Il basket degli anni 80/90 a Palestrina non poteva essere considerato professionistico, si giocava con tanta passione ed impegno, grazie al contributo degli allenatori prenestini Flavio Cecconi, Maurizio Tomassi e nei vari anni di allenatori romani, tra tutti Beniamino Scarinci passando per i vari Paccariè-Cipriani, il basket prenestino è iniziato a crescere dal punto di vista societario/organizzativo.

Maurizio il primo nome che ti viene in mente, come simbolo della pallacanestro prenestina
Gigi Stellani, un vero riferimento per tutti.

Un giudizio sulla stagione appena conclusasi della prima squadra
Un’ottima stagione grazie a un gruppo molto affiatato a partire dall’intero staff tecnico e naturalmente i giocatori.

Qualche considerazione sul settore giovanile
Se oggi abbiamo visto al Pala Iaia tanti giovani prenestini protagonisti, lo si è dovuto a un grande lavoro nel passato, da qualche anno c’è stato un momento di ricambio che speriamo possa dare buoni risultati per i prossimi anni, con particolare attenzione ai giovani prenestini.

I tre ricordi piu’ belli della tua lunga militanza nel basket prenestino ?
1)la vittoria in trasferta contro le Forze Armate che ci ha qualificato per l’indimenticabile finale con Roseto. 2) la vittoria nel campionato regionale cadetti contro la forte Perugina Jeans allenata da Valerio Bianchini. 3) la promozione in B2 (1986/87) con 27 vittorie su 30 gare.

Hai giocato e giochi ancora con la maglia n. 8 , per quale motivo ?
Nessun motivo particolare, ma il numero 8 è stato da sempre il mio preferito che ho tramandato ai miei figli, e ne sono orgoglioso.

A proposito dei tuoi figli, quest’anno hanno giocato insieme, quale emozione ?
è stato un bel momento, perché vederli insieme a un buon livello sportivo, mi rende felice, come è normale per qualsiasi genitore.